E’ strano, quasi inquietante, come si possa cambiare improvvisamente lo sguardo sulla propria vita. Ieri ero in un negozio incantata da un paio di jeans pieni di brillicucci messi in una cesta alla meno peggio, mezzi piegati e mezzi sgualciti e ho sentito, di colpo, la solita vertigine, quella che mi dice da molto tempo che il panico ha appena appoggiato il suo mento sulla mia spalla. Come al solito avrei dovuto rassegnarmi: mollare tutto e andarmene. Però quei jeans che facevano capolino da quella cesta avevano conquistato la mia mente. “Li voglio!”. Era quello il mio unico pensiero, nonostante la vertigine, nonostante l’instabilità, il sudore, il tremore allo stomaco.
“Li voglio!”.
Ma provarli, chiedere la taglia giusta mi avrebbe ammazzata, avrebbe dato troppo tempo al panico di farsi strada, facendolo passare dalla spalla a tutta la mente e il corpo. Così ho deciso, senza alcuna lucidità, di prendere quel jeans, senza guardare null’altro, senza pormi la classica domanda: “Mi andrà? Mi starà bene?”.
Ho avuto fortuna: il jeans mi cade a pennello come l’attacco di panico e non so se gioirne o intristirmi profondamente.



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